Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
Corso di Laurea Triennale in Scienze Agrarie

Pasquini Umberto

Titolo della tesi Sensibilità delle cultivar di Castanea sativa Miller dell’Amiata agli attacchi di Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu
Candidato

Umberto Pasquini

Relatore

Riziero Tiberi

Correlatore Francesco Croci
Anno Accademico 2013/2014
Riassunto

Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu è un imenottero appartenente alla famiglia Cynipidae originario della Cina che in pochi anni si è diffuso in maniera incontrollata nelle formazioni castanicole di Asia, Nord America ed Europa. Nella sua area di origine questo non crea danni vista la situazione di equilibrio che presenta con i suoi antagonisti naturali, tra i quali spicca Torymus sinensis Kamijo (Hymenoptera, Torymidae). Nelle nuove aree dove il galligeno si è diffuso, non avendo agenti limitanti, questo si è sviluppato in maniera incontrollata provocando problemi alle piante di castagno e determinando la perdita progressiva delle produzioni. Il danno è rappresentato dalla galla, questa si sviluppa a discapito dei nuovi accrescimenti della pianta determinando problemi fisiologici e la riduzione degli accrescimenti e della fruttificazione. Da quando questo insetto è arrivato nel Monte Amiata, zona a vocazione castanicola situata nel sud della Toscana, le produzioni sono andate progressivamente diminuendo e arrivando, ad oggi, alla quasi totale compromissione: questo ha determinato gravissimi danni per l’economia locale da sempre basata sulla commercializzazione delle castagne e dei suoi derivati.
Con questa indagine si cerca di mettere in evidenza la differente sensibilità che le cultivar locali iscritte all’IGP (Bastarda Rossa, Cecio e Marrone) hanno manifestato all’attacco del galligeno; la stessa indagine è stata poi estesa sul Selvatico. Inoltre è stato verificato l’adattamento al fitofago esotico degli eventuali parassitoidi indigeni, in genere legati ai cinipidi delle querce, e anche dell’esotico T. sinensis liberato di recente per le strategie di lotta biologica.
L’indagine è stata effettuata in due momenti differenti: nel febbraio 2014 sono state prelevate le gemme delle differenti cultivar di castagno per la misurazione del volume e per l’indagine del contenuto interno; nel giugno-agosto 2014 sono state prelevate le galle neoformate sulle piante precedentemente campionate, per osservare gli sfarfallamenti di cinipide e parassitoidi.
In base ai risultati ottenuti, visto che le gemme danneggiate dal galligeno sono in media il 77,75% e che i getti sono infestati dal 90% al 96%, emerge che tutte le cultivar sono gravemente attaccate dal galligeno. Tra queste però quella che sembrerebbe relativamente essere meno sensibile è la cultivar Cecio, che presenta i valori più bassi sia come numero medio di larve/gemma che come numero di gemme attaccate.
Sono queste le caratteristiche sulle quali si potrebbe basare in futuro il miglioramento genetico con l’obiettivo di ricercare esemplari, appartenenti a ciascuna cultivar, che manifestino una maggiore tolleranza all’attacco del cinipide. Inoltre risulta molto interessante il ritrovamento di un complesso, anche se esiguo, di parassitoidi indigeni, legati ai cinipidi delle querce, adattatosi al galligeno esotico, che nel futuro potrebbe coadiuvare le popolazioni di T. sinensis, al momento presente ancora con percentuali estremamente basse. Per favorire l’azione dei parassitodi indigeni è consigliabile di importare o mantenere le querce nei pressi dei castagneti, mentre per T. sinensis si consigliano nuovi lanci e il monitoraggio della sua diffusione sul territorio.
Tali iniziative sono volte al controllo integrato del Cinipide del castagno, in modo che, nel medio lungo periodo, si possa recuperare buona parte della produzione castanicola locale, elemento imprescindibile dell’economia amiatina.

 
ultimo aggiornamento: 22-Mag-2015
UniFI Scuola di Agraria Home Page

Inizio pagina