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Corso di Laurea Triennale in Scienze Agrarie

Chiodini Francesco

Titolo della tesi

L’olivicoltura super intensiva, una analisi tecnica ed economica della convenienza.

Candidato

Francesco Chiodini

Relatore

Benedetto Rocchi

Correlatore Roberto Polidori
Anno Accademico 2013/2014
Riassunto

L’olivicoltura italiana ormai da molti anni ha problemi di redditività, visibile anche da una semplice osservazione degli oliveti, sempre meno curati, nei quali cominciano a farsi strada fenomeni di abbandono. Dovuto al fatto che le spese di gestione sono divenute insostenibili ed in molti casi superano i ricavi in quanto i tradizionali criteri agronomici su cui si è basata l’olivicoltura italiana, alla luce dell’attuale situazione economica e di mercato, sono da considerarsi obsoleti cioè non più sostenibili in termini di reddito. Questo appare evidente soprattutto dall’esame dei costi relativi alle due principali operazioni quali: Raccolta e Potatura;
Che da sole possono rappresentare fino al 70 % del totale dei costi colturali.
Questa tesi nasce dalla domanda su come sia possibile comprimere i costi di produzione per restituire redditività anche alle più piccole aziende, senza compromettere la qualità del prodotto ed essere competitivi con le gradi industrie olearie in termini di prezzo di vendita del prodotto . A tale scopo è stata analizzata l’azienda Agricola Chiodini Giampaolo sita in Asciano provincia  di Siena in cui sono stati rilevati dati per il calcolo dei costi di produzione totali di 1 ha di oliveto tradizionale dell’azienda  a dimostrazione della bassa redditività . In seguito è stato ipotizzato, nella stessa azienda, l’impianto di 1 ha di oliveto super intensivo con cultivar spagnole e greche, analizzando successivamente i possibili profitti ottenibili da suddetto impianto.
Olivicoltura Super intensiva.
Una soluzione ai bassi redditi dell’olivicoltura, è offerto dalla innovativa tecnica  dell’olivicoltura superintensiva, sviluppata e messo a punto in Spagna dall’azienda Agromillora, che ha molteplici punti di forza tra i quali: l ’elevata efficienza varietale e la completa idoneità alla meccanizzazione  che portano ad un elevato abbattimento dei costi di produzione.
Analisi economica
Analizzando il caso di un' azienda che, pur essendo a indirizzo cerealicolo-foraggero-zootecnico, coltiva 2.87 ha di oliveto definibile di tipo tradizionale, che nonostante l’impiego di molta manodopera famigliare e pur riuscendo a vendere tutta la produzione ad un prezzo superiore al mercato, mostrano un bilancio di tale coltura in perdita (perdita media annua pari a 1349.66 €/ha).
Mentre dall’ analisi economica di un ipotetico impianto di 1ha di oliveto super intensivo con cultivar spagnole e greche, è emerso che dal quinto anno in poi, quando le piante sono in massima e costante produzione, si può ricavare un  profitto pari a 3243.75 €. 
Analisi della convenienza
La valutazione di convenienza dell'investimento viene attuata utilizzando due indicatori: il valore attuale netto (VAN) e il tasso interno di rendimento (TIR).
 Dai dati ricavati dall’analisi economica è possibile ricostruire il "flusso di cassa" dell'investimento (sostituzione di un impianto di oliveto tradizionale con un impianto superintensivo).
L’investimento è conveniente in quanto: Il VAN è positivo e pari a € 46.359,43;Il TIR è pari al 19.4% > di 3.5%.(tasso di sconto ipotizzato).
Per valutare quanto questo risultato positivo dipenda da tali ipotesi e con quali margini di sicurezza è possibile prevedere un risultato positivo, è necessario effettuare un'analisi di sensitività.
Due fattori particolarmente rilevanti nel determinare i risultati economici: il prezzo di vendita dell'olio ( ipotizzato 6€/kg); la resa al frantoio delle olive (nell'ipotesi iniziale pari al 13%).
Ipotizzando "scenari" progressivamente più pessimisti relativamente a questi due aspetti, è emerso che il TIR rimane superiore al tasso di riferimento del 3,5%, fino a diminuzioni del 20% di prezzi e delle quantità prodotte.

 
ultimo aggiornamento: 22-Mag-2015
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