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Corso di Laurea Triennale in Scienze Agrarie

Ungarelli Riccardo

Titolo della tesi Attività di parassitizzazione di Diachasmimorpha longicaudata (Hymenoptera, Braconidae) su Tefritidi utili
Candidato

Riccardo Ungarelli

Relatore

Antonio Belcari

Correlatore  
Anno Accademico 2013/2014
Riassunto

In questo elaborato è stato valutato il potenziale rischio ambientale arrecato dall’introduzione in Italia, di un parassitoide esotico delle mosche della frutta, Diachasmimorpha longicaudata. È stata valutata la risposta comportamentale delle femmine del parassitoide nei confronti di un Tefritide utile, Acidia cognata, le cui larve minano le foglie di una pianta spontanea, Tussilago farfara, riducendone la diffusione agamica.
Sono stati effettuati dei biosaggi di laboratorio usando femmine di D. longicaudata con esperienza (ovvero che avevano già ovideposto in larve di Ceratitis capitata, ospite utilizzato normalmente nell’allevamento in laboratorio) e senza esperienza (ovvero che non erano mai state in contatto con potenziali ospiti). I biosaggi, della durata di 10 minuti, sono stati condotti: a) in condizioni di non scelta, in cui la femmina veniva posta in un’arena in presenza di una foglia di T. farfara infestata da una larva matura di A. cognata (all’interno della propria galleria); b) in condizioni di scelta, ponendo nell’arena, una foglia di fanfara a confronto con una piastrina contenente due larve di C. capitata all’interno del substrato artificiale di sviluppo.
Dai risultati ottenuti è emerso che le femmine del parassitoide non hanno mai parassitizzato la larva di A. cognata. In particolare, i tempi di permanenza sulla foglia di T. farfara in condizioni di non scelta, sono risultati essere maggiori nei biosaggi effettuati con femmine senza esperienza rispetto a quelli effettuati con femmine esperte, anche se complessivamente sono stati brevi. Invece, quando sono state messe in condizioni di scelta, le femmine esperte sono state per la maggior parte del tempo sulla piastrina contenente le larve di C. capitata, mentre le inesperte sono state per la maggior parte sull’arena in fase esplorativa, sostando comunque per pochissimo tempo sulla foglia.
In conclusione, si può affermare che, in attesa di ulteriori biosaggi con altri Tefritidi utili, l’Imenottero sembra essere un buon candidato per la lotta biologica contro i Tefritidi dannosi, preferendo sostanzialmente le larve carpofaghe delle mosche della frutta di importanza economica.

 
ultimo aggiornamento: 22-Mag-2015
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