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Corso di Laurea Triennale in Scienze Agrarie

Bonsai, albero coltivato in vaso con arte

Titolo della tesi


Bonsai, albero coltivato in vaso con arte

 

Candidato


Agnese Masina

 

Relatore


Francesco Paolo Nicese

 

Correlatore


 

Anno Accademico


2015-16

 

Riassunto


La parola “Bonsai” è un termine giapponese che significa letteralmente “piantato in un vaso” e rappresenta l’antica arte di curare e coltivare alberi in miniatura. Questa pratica è nata ben oltre 2000 anni fa nell’impero cinese, dove era chiamata Penjing; poi solo successivamente fu adottata dai giapponesi che sotto l’influenza del Buddismo, svilupparono nuovi stili, tecniche e strumenti che costituiscono le linee guida per la realizzazione del bonsai così come lo conosciamo noi oggi.

Diversamente da quanto comunemente ritenuto, il Bonsai non è una pianta geneticamente nana o sofferente ma è mantenuta in miniatura, combinando varie tecniche e cercando di riprodurre delle situazioni esistenti in natura. Per tale motivo tutte le specie di alberi possono essere impiegate in questa lavorazione.

Il bonsai, anche da quanto affermò nel 1987 uno dei più grandi bonsaisti Saburoh Kato, è natura viva in dimensioni contenute, ovvero è un insieme di arte, tecnica, filosofia, natura e spirito. Dunque, in questa pratica il ruolo primario spetta alla pianta, mentre l’esperto ha solamente il compito di valorizzare  ciò che la natura già offre, prendendo ispirazione dalle pianti locali.

La formazione del bonsai è molto complessa; infatti una volta che si ha a disposizione la pianta, ottenuta con i diversi metodi di propagazione (impiegando il seme, per margotta, per talea, per innesto, acquistando un pre-bonsai in vivaio), devono essere effettuate una serie di operazioni che vanno sotto il nome di “tecniche bonsaistiche” come il rinvaso, le molteplici potature dei rami, dei germogli e delle radici, la defogliazione, l’applicazione del filo per far prendere alla vegetazione la direzione voluta, il modellamento del tronco.

Inoltre, per i più esperti, possono essere effettuate delle pratiche che rendano la pianta più realistica, come la creazione del “jin” e dello “shari”e l’immissione del muschio.

Oltre a queste operazioni specifiche per la formazione del bonsai, vanno sempre presi in considerazione i fabbisogni della pianta, la giusta scelta del terriccio e dei vasi, fattori che variano a seconda della specie, dello stile e dell’età della pianta. Per di più, ci sono moltissimi stili che possono essere attribuiti all’albero, ma la scelta dipende dal gusto dell’esperto, dalla natura della pianta e della condizioni climatiche e ambientali.

Quindi, la creazione di un bonsai di buona qualità richiede anni, considerando che tutta la composizione deve essere equilibrata e armonica.

È interessante notare come la coltivazione di una pianta possa essere considerata un’arte, che pur essendo molto antica, è tutt’oggi praticata e diffusa in tutto il mondo.

Di recente in Italia, si è raggiunto un equilibro tra la domanda e l’offerta di questo prodotto, che viene esportato anche all’estero da aziende come Franchi Bonsai a Pescia che produce i suoi bonsai senza acquistarli da terzi. Infine, è importante sottolineare come la commercializzazione di tali piante si sia allargata sul mercato, interessando anche settori molto differenti.

 
ultimo aggiornamento: 26-Apr-2017
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