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Corso di Laurea Triennale in Scienze Agrarie

Quale potrebbe essere il ruolo dell’Agroforestry nella sostenibilità alimentare del pianeta?

Titolo della tesi


Quale potrebbe essere il ruolo dell’Agroforestry nella sostenibilità alimentare del pianeta?

 

Candidato


Filippo Zammarchi

 

Relatore


Concetta Vazzana

 

Correlatore


 

 

Anno Accademico


2014-15

 

Riassunto


I sistemi agroforestali, in seguito alle evidenti criticità di tipo ecologico e produttivo che il sistema agricolo sta affrontando, sono oggetto di studio e attenzione sempre crescente. Questi sono individuati come chiave per abbinare colture erbacee e arboree in modo da poter contribuire alla salvaguardia ambientale e alla sostenibilità produttiva del sistema. In seguito ad una preponderante
semplificazione degli agro-ecosistemi, dettata dal dominio sempre crescente della monocoltura e di pratiche agricole intensive, ci troviamo di fronte ad una lunga serie di ripercussioni ambientali, socio-culturali e produttive.

La prima analisi nasce dalla domanda, “come sfruttare in modo più sostenibile e produttivo i terreni agricoli?”. La prima intuizione della Permacultura, è: “imitare i sistemi naturali”. In tale contesto il presente lavoro di tesi si pone l’obbiettivo analizzare il ruolo dell’Agroforestry come disciplina agronomica/ecologica, all’interno delle possibilità ed esigenze del attuale sistema agricolo.
Lo studio è stato condotto alla luce delle dichiarazione espresse dalla F.A.O. in merito a i sistemi agro-forestali, riconoscendo in questi una possibilità per migliorare la qualità di vita delle persone e le condizioni ambientali.

L’analisi della tesi si sposta sull’elaborazione dei principi e gli elementi di progettazione che costruiscono un sito agro-forestale, il cui obiettivo è raggiungere una maggiore produttività se paragonato ad una monocoltura (Su unita di superficie). Si individuano 6 fattori strettamente connessi e fondamentali:

  • Benessere delle piante;
  • Fertilità rigenerativa;
  • Domanda sostenibile d’acqua;
  • Minima presenza di parassiti;
  • Minima competizione tra piante in coltura e “infestanti”;
  • Successioni dirette tra le colture.

Vengono così individuati i modelli naturali da cui trarre ispirazione e le regole che ne caratterizzano
la loro evoluzione e gestione:

  • Diversità e biodiversità dell’Habitat;
  • Divisione in zone e settori;
  • Disturbo e immediata rigenerazione;
  • Paesaggio a mosaico, isole e corridoi ecologici;
  • Successioni istantanee;
  • Effetto margine;
  • Competizione esclusiva.

Attualmente in Europa si riconoscono sinteticamente due differenti tipi di sistemi agro-forestali:

  • Tradizionali, che racchiudono le coltivazioni promiscue, gli impianti misti, i seminativi arborati, i sistemi silvopastorali e i sistemi lineari.
  • Moderni, individuabili nei sistemi silvoarabili.

L’indagine ha messo in evidenza quali sono le strategie attuabili dall’Agroforestry per realizzare i cambiamenti ecologici e produttivi che il mondo agricolo necessita. È stato reso evidente, dalla mancanza di un’ampia documentazione su tali sistemi, che l’Agroforestry ricopre in Europa un ruolo conservativo del paesaggio da una parte e di studio e sperimentazione dall’altra.

 
ultimo aggiornamento: 26-Apr-2017
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